Orto sinergico

"Non far nulla è il miglior metodo agricolo"

"Non far nulla è il miglior metodo agricolo" affermava il maestro Masanobu Fukuoka, illuminato botanico e filosofo Giapponese che gettò le basi dell'agricoltura naturale, autore del famoso libro "La rivoluzione del filo di paglia", che rivoluzionò il modo di pensare di molti agricoltori in tutto il mondo. La sua intuizione è molto semplice: la Natura non ha bisogno dell'uomo per prosperare (si guardi ad esempio un bosco), ciò che noi facciamo oggi con l'agricoltura industriale basata sulla chimica è distruggere il suolo privandolo della normale fertilità che avrebbe se lasciato a se stesso, per poi forzarlo alla produzione con fertilizzanti ed altri prodotti chimici. Tutto questo ha un costo elevato sia in termini di inquinamento, sia a livello energetico, in quanto per produrre fertilizzanti, pesticidi e diserbanti di sintesi ci vuole molta energia, con il risultato di ottenere comunque raccolti inferiori a ciò che la natura, se lasciata libera di agire, produrrebbe. Fukuoka sperimentò molto nella seconda metà del secolo scorso, arrivando ad ottenere raccolti confrontabili a quelli di un agricoltore industriale, ma impiegando solo una frazione del lavoro necessario a quest'ultimo, e senza nessun macchinario o fertilizzante. L'aratura del suolo è uno sbaglio, distrugge la vita che fa prosperare le piante, per questo Fukuoka non ara, bensì mantiene sempre il terreno coltivato, usando la paglia come pacciamatura, capace di controllare la proliferazione delle erbe infestanti, mantenere il terreno umido e concimare la terra nel tempo in modo naturale.

Questi principi vennero ripresi negli anni '70 dall'agronoma spagnola Emilia Hazelip, che li adattò alla cultura ed alle condizioni climatiche occidentali. A differenza di Fukuoka, Emilia focalizzò la sua attenzione al mantenimento di orti, verdure ed erbe aromatiche, dando vita all'agricoltura sinergica.

Questo tipo di agricoltura si basa su quattro principi:

1. Fertilizzazione continua del suolo tramite una copertura organica permanente (pacciamatura).
2. Coltivazione di specie annuali in associazione a colture complementari, con l'integrazione di piante azoto-fissatrici.
3. Assenza di aratura o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo: il suolo si lavora da solo.
4. Il suolo si area da solo se noi evitiamo di provocarne il compattamento.

Il tempo richiesto per gestire un orto sinergico, una volta realizzato, è certamente molto inferiore ad un orto tradizionale. Per realizzarlo è necessario creare dei bancali di terra sui quali si pianteranno ortaggi ed aromatiche di ogni tipo, e che non dovranno mai essere calpestati. Più piante di specie diverse dovranno essere presenti per creare scambio di nutrienti e maggiore protezione dai parassiti, in modo appunto, sinergico. Inoltre nessuna pianta dovrà essere estirpata, bensì tagliata alla base in modo che le radici arricchiscano il terreno, arandolo al posto nostro. I risultati sono immediati, e si entra in un'ottica completamente diversa: le monocolture, tanto adatte alla meccanizzazione e all'irrorazione di prodotti chimici, lasciano il posto alla biodiversità. Specie diverse si aiutano a vicenda, si scambiano nutrienti e si aiutano nella crescita, in un rigoglio di vita e interazione tra piante, insetti e uomo.

Recentemente è stato pubblicato un libro dalla libera scuola di agricoltura sinergica "Emilia Hazelip", la quale organizza anche molti corsi, ma in rete esistono numerose guide che permettono di cominciare un orto sinergico anche senza seguire un corso, magari con il supporto di un conoscente un po' più esperto.

Guide:

Manuale Orto Sinergico (18 pagine)

L'arte di coltivare lasciando fare alla terra (73 pagine)

Maggiori approfondimenti:

Libera scuola di agricoltura sinergica "Emilia Hazelip"

Testi di riferimento sull'agricoltura naturale:

Masanobu Fukuoka - La rivoluzione del filo di paglia

Masanobu Fukuoka - La fattoria biologica


Condividi su Facebook