Indifferenza indifferente

L'interesse dei pochi conta più dell'indifferenza dei tanti

Guardandoci intorno ogni giorno capita sovente di essere sopraffatti dall'indifferenza che la stragrande maggioranza delle persone mostra verso problematiche serissime. Giriamo per strada e vediamo cumuli di immondizia che andranno ad alimentare (spesso con il tacito accordo delle amministrazioni) gli interessi dei gestori di discariche ed inceneritori. Noi cittadini potremmo evitarlo pretendendo a gran voce dai nostri governanti sistemi efficienti per la raccolta differenziata, oppure attuando efficaci strategie di riduzione a monte dei propri rifiuti, ovvero al momento dell'acquisto dei prodotti. E invece vediamo che la maggior parte delle persone spesso si disinteressa totalmente non praticando neanche la differenziata dove esiste. Emblematici sono quei casi (molto diffusi) di cittadini che vanno a gettare l'immondizia nel comune vicino invece che nei tre secchi del porta a porta che il comune gli ha posizionato fuori casa, e solo perché non hanno voglia di dividere i rifiuti...
Rientriamo dalla strada e ci mettiamo ad osservare i nostri colleghi di lavoro e gli amici, ed anche qui vediamo come pochi decidono di informarsi su ciò che si nasconde dietro ciò che mangiano o indossano. Sappiamo benissimo come le più potenti multinazionali al mondo nel campo alimentare, dei cosmetici e dell'abbigliamento attuino delle pratiche di distruzione ambientale, di sfruttamento del lavoro e degli animali. L'unico obiettivo per questi colossi è quello di minimizzare i costi e massimizzare i profitti. Non importa se c'è da abbattere foreste, usare pesticidi, antibiotici o sfruttare i minori e sperimentare brutalmente sugli animali. Queste potenti aziende sono e sono state nel tempo oggetto di boicottaggi da parte di quei gruppi di persone un po' più sensibili ed attente a ciò che gli succede intorno. Purtroppo questi boicottaggi funzionano solo se diventano azioni di massa, tanto che spesso hanno portato a risultati deludenti. Ancora una volta rimaniamo sconvolti da tanta indifferenza...
Ci domandiamo, come possiamo fare a cambiare questo stato di cose? Siamo proprio così ininfluenti rispetto a questi colossi e soprattutto alla diffusa indifferenza che la permette? Certamente se tutti adottassimo delle scelte consapevoli nello scegliere ad esempio un prodotto da acquistare in base alle buone pratiche adottate dal produttore non vi sarebbero più produttori "cattivi". Ma così non è, e non lo è perché purtroppo la legge più forte che vige tra la massa è quella appunto dell'indifferenza e della delega. Per queste persone non importa da dove vengono le merci che comprano né come esse vengano prodotte, o se dietro ci sono sfruttamenti e devastazioni come accade da secoli nei paesi più "poveri". Per queste persone è irrilevante se per mangiare lo snack appena comprato debbano gettare uno, due, o tre incartamenti, o se siano riciclabili, o se vadano ad inquinare le falde acquifere tramite una discarica o l'aria tramite un inceneritore. Eppure con la loro indifferenza questi individui scelgono anche per noi, cosa profondamente ingiusta... E forse è giunta l'ora di sovvertire questa dipendenza e fare in modo che siano loro a doversi adattare a ciò che decide chi è più attento e sensibile. Questa parte di popolazione deve essere spronata quanto più possibile a prendere in mano il potere delle proprie scelte ma non c'è tempo di aspettare che questo accada, vista la drammatica situazione ambientale e non solo. E' necessario agire immediatamente. E' necessario creare una fitta rete di persone, associazioni, gruppi e movimenti sensibili di qualsiasi natura che agisca all'unisono. E' fondamentale riuscire a raggiungere quella massa critica (e non necessariamente la totalità o la maggioranza) in grado di usare le leggi dell'economia a proprio vantaggio per produrre dei cambiamenti che tutti dovranno poi accettare, indifferenti compresi. Cosa accadrebbe ad esempio se una persona su 10 smettesse di acquistare un certo prodotto perché l'azienda non vuole sostituire ad esempio il proprio imballaggio di plastica con uno biodegradabile? L'azienda vedrebbe le proprie entrate diminuire del 10% di colpo e molto probabilmente farebbe un bilancio di quanto gli costerebbe inserire imballaggi biodegradabili, se i costi aggiuntivi fossero comunque minori del 10% l'azienda non farebbe altro che seguire le leggi dell'economia adattandosi alla nuova richiesta per poter di nuovo massimizzare il profitto. Ecco come le nostre scelte se ben coordinate possono attuare cambiamenti reali. E questo può essere fatto anche in piccolo, pensiamo ad esempio a 10 famiglie di un condominio che decidono di chiedere al negozio di alimentari sotto casa di rifornirsi di latte biologico, probabilmente ci penserà due volte ad ignorare tale richiesta in quanto perderebbe molti clienti fissi. Questa è un'ulteriore consapevolezza che dobbiamo acquisire. Possiamo usare le spietate leggi del sistema capitalistico contro il sistema stesso proprio perché siamo noi a tenere tutto in piedi in quanto visti come "consumatori". Per dirla metaforicamente, possiamo finalmente rigirare il coltello dalla parte del manico. E questa consapevolezza si sta diffondendo sempre più, ma necessita di organizzazione per ottenere risultati. Ciò che ci impedisce ancora di cambiare le cose non è quindi solo l'indifferenza altrui, che a questo punto deve diventare indifferente per noi, ma anche una certa incapacità organizzativa che deve essere superata. Siamo tanti e siamo ovunque, sparsi qua e là, gruppi già organizzati, nuovi movimenti, singoli individui... Probabilmente abbiamo già il potere di cambiare le cose, dobbiamo solo usarlo!


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