Imballaggi e rifiuti

Siamo noi a scegliere cosa acquistare o i prodotti scelgono noi?

Nella società odierna i rifiuti e le problematiche derivanti dalla mancanza di un loro corretto smaltimento rappresentano un serio pericolo per il futuro dell'ecosistema e della salute umana. In molti paesi l'emergenza rifiuti rappresenta una problematica irrisolta e affrontata solo superficialmente, con soluzioni provvisorie e inadeguate, per lo più basate su discariche e inceneritori, che di certo non tutelano il benessere dell'individuo e la conservazione dei territori. E' ampiamente dimostrato infatti quanto entrambe le soluzioni siano dannosissime alla salute causando un incremento considerevole dei tumori nelle zone dove risiedono questi mostri ambientali. La questione diviene sempre più grave a causa dell'inarrestabile corsa al consumismo, considerato erroneamente fonte di ripresa e benessere economico, con la conseguente produzione di ingenti montagne di rifiuti, molti dei quali si collocano al di fuori del circuito dei materiali facilmente riciclabili o riusabili. Inoltre molto spesso le istituzioni locali e nazionali, tranne rari casi, sono poco o nulla interessate alla raccolta differenziata, ed offrono poco più che un servizio "palliativo" per i più volenterosi e sensibili. C'è da considerare poi che il riciclo dei rifiuti ha comunque un costo energetico, seppur inferiore alla produzione iniziale, e che alcuni rifiuti come ad esempio i tovaglioli di carta non possono essere riciclati dopo l'uso e sono destinati alla discarica, con enorme impatto sul taglio delle foreste per la produzione di carta. Se ci fermiamo a riflettere un po' appare evidente che l'unico modo che garantisce il maggior risparmio energetico ed il minimo impatto ambientale è la riduzione dei rifiuti a monte.

Uno dei tanti modi per iniziare a ridurre i rifiuti che produciamo quotidianamente consiste nell'eliminare l'odioso fenomeno dell'overpackaging, ossia l'eccessivo utilizzo di imballaggi (carta, cartone, fogli di plastica, alluminio...) che avvolgono la maggior parte dei prodotti che giornalmente acquistiamo al supermercato e che non rappresentano merce utile ma semplicemente inutili involucri. Involucri molto costosi per noi che li paghiamo 2 volte: per la loro produzione e per il loro smaltimento. Frutta confezionata singolarmente, verdura chiusa in poco salutari sacchetti di plastica, dentifrici inscatolati, salumi e affettati avvolti in almeno tre confezioni di materiali diversi, alimenti come patatine, caramelle, panettoni, e molto altro inseriti in scatole molto più grandi e piene d'aria solo per invogliare all'acquisto, apparecchi elettronici imprigionati in montagne di luminescenti e coloratissime scatole matrioska grandi tre volte il prodotto che contengono, e via dicendo... Rappresentano una delle più azzeccate strategie di marketing da parte delle aziende produttrici che attirano il consumatore con confezioni accattivanti ma che danneggiano l'ambiente con la messa in circolo di inutili rifiuti, e danneggiano anche noi che dobbiamo pagare quel prodotto con un aumento del prezzo che varia dal 20 al 70% in più rispetto al prodotto acquistato sfuso. Il motivo dell'aumento dei prezzi è semplice, e non sta soltanto nei costi di produzione e smaltimento degli imballaggi, ma anche nei costi di trasporto: infatti è facile intuire come un prodotto rivestito da inutili scatole o sovradimensionato (esclusi i casi in cui sia necessario per questioni di sicurezza) occupi un volume molto più grande riducendo lo spazio disponibile sui mezzi di trasporto e richiedendo quindi un aumento dei trasporti che è direttamente proporzionale all'aumento dei costi e delle emissioni di CO2 nell'ambiente. E' incredibile pensare quanto riusciamo ad essere ingannati, pagando di più per un prodotto che se fosse semplicemente meno inscatolato e quindi più economico probabilmente non compreremmo.

Possiamo evitare tutto questo? Certo che sì! Pur sapendo che le case produttrici difficilmente rinunceranno all'efficacissimo strumento dell'overpackaging come mezzo di promozione del prodotto, noi fortunatamente conserviamo il nostro potere di consumatori potendo rifiutare di acquistare prodotti super imballati, costringendo così le aziende che non si adegueranno a una produzione più sostenibile a rivedere le loro strategie di marketing. Meglio ancora possiamo acquistare prodotti alla spina dove possibile, spesso si trovano distributori di latte fresco, cereali, ed altro; oppure organizzarsi con altre persone per formare un gruppo d'acquisto, con l'ulteriore vantaggio del risparmio e di una migliore qualità dei prodotti acquistati.

Di seguito riportiamo alcune semplici accortezze per ridurre lo spreco degli imballaggi:

- Privilegiare la merce sfusa alla merce confezionata.
- Scegliere detergenti e detersivi ricaricabili (meglio ancora se autoprodotti).
- Rifiutare le buste di plastica ed usare sempre borse di stoffa o carrelli per fare la spesa, non solo al supermercato.
- Preferire il vuoto a rendere.
- Orientarsi su prodotti imballati in modo semplice.
- Evitare gli imballaggi fatti di tanti materiali diversi (difficili o impossibili da riciclare).
- Preferire le confezioni famiglia alle monodosi.
- Evitare gli usa e getta come posate, bicchieri e piatti di plastica, rasoi, tovaglioli.
- Usare pannolini e assorbenti lavabili (oppure la coppetta mestruale, mooncup).
- Usare batterie ricaricabili, si avrà anche un notevole risparmio.
- Preferire merci fabbricate con materiali riciclati.
- Scegliere prodotti concentrati, con confezioni ridotte.
- Acquistare salumi ef affettati interi da tagliare in casa (prosciutto, salame, lonza, etc.), si eviteranno sprechi con l'ulteriore vantaggio della convenienza e bontà del prodotto.
- Usare bicchieri richiudibili e contenitori riusabili per portare il pranzo a lavoro in modo da eliminare inutili incartamenti.

La lotta alla sovra-produzione di imballaggi rappresenta soltanto un tassello a favore della riduzione degli sprechi e dei rifiuti, ma è sicuramente un valido punto di partenza per riflettere di più sui propri acquisti e per un consumo sempre più consapevole.


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