GAS, GAP e GAAS

Cosa sono, quale filosofia adottano e come crearne di nuovi

Il gruppo d'acquisto è un insieme di consumatori che compera un determinato tipo di merce (solitamente alimenti, ma non solo) direttamente dal produttore senza passare per vie intermedie, come negozi o grossisti che fanno lievitare il prezzo finale del prodotto. In questo modo si ottengono prodotti genuini a prezzi contenuti in quanto dal produttore la merce arriva direttamente al consumatore e si favoriscono le attività dei piccoli agricoltori e allevatori, che spesso attuano coltivazioni biologiche, destinati in caso contrario a soccombere alle grandi aziende. I Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) partono da un approccio critico al consumo e vogliono applicare i principi di equità e solidarietà ai propri acquisti (principalmente prodotti alimentari o di largo consumo). I criteri che guidano la scelta dei fornitori (pur differenti da gruppo a gruppo) in genere sono: qualità del prodotto, dignità del lavoro, rispetto dell'ambiente e degli animali. In genere i gruppi pongono anche grande attenzione ai prodotti locali, agli alimenti da agricoltura biologica od equivalenti e agli imballaggi a rendere, riducendo così anche i costi e la produzione di rifiuti. Le multinazionali hanno come unico obiettivo la massimizzazione del profitto e per questo spesso non rispettano i principi etici ai quali invece pongono molta attenzione i GAS.

Un po' diversa è la filosofia del GAP (Gruppo di Acquisto Popolare) che seppur cerca di aderire alla filosofia etica dei GAS quando possibile, ha come obiettivo principale quello dell'abbattimento dei costi. L'obiettivo è rendere più facilmente accessibile prodotti (in genere alimentari) a chi vive in situazioni di disagio economico, ciò si ottiene tramite rapporti privilegiati direttamente con i produttori effettuando acquisti collettivi più convenienti.

I GAAS (Gruppo di Autoproduzione e Acquisto Solidale) invece aggiungono alla filosofia dei GAS l'autoproduzione di alcuni prodotti, non solo alimentari. E' un salto di qualità davvero notevole che permette di staccarsi realmente in tutto e per tutto dal mercato e dalle logiche del profitto. Si pensa spesso che sia impossibile oggigiorno autoprodursi qualcosa, sia per questioni di abilità che per motivi di tempo. La nostra vita è diventata così frenetica, lavoriamo tutto il giorno per poter comprare quei prodotti che ci servono per vivere e che compriamo proprio perchè non abbiamo tempo a disposizione da dedicarci. Eppure se facciamo un'analisi più attenta vediamo che le cose non stanno esattamente così. Immaginiamo che un componente del gruppo dedichi 10 minuti del suo tempo per prodursi dello yogurt (questo è il tempo necessario per fare lo yogurt in casa), farne per una persona o per 10 sempre lo stesso tempo necessiterebbe, con la differenza che gli altri componenti del gruppo potrebbero usufruirne. Ora immaginiamo che un altro membro produca sapone, produrne per i propri bisogni personali o per quelli di 10 persone non gli costerebbe molto di più, e potrebbe così scambiarlo con altri beni o distribuirlo a prezzo di costo agli altri. E così è possibile innescare un processo di produzione e scambio che ha i molteplici vantaggi di abbattere enormemente le spese; di utilizzare prodotti fatti in casa, quindi con la massima garanzia di qualità; di favorire i rapporti interpersonali e comunitari, sempre più ridotti e appiattiti in questa società; di trarre soddisfazione dal proprio lavoro manuale e dall'apprezzamento degli altri. Molto frequenti ad esempio sono le giornate dedicate all'autoproduzione collettiva, in cui si decide un prodotto e tutti insieme lo si realizza portando l'occorrente, certamente un momento di altissimo valore sociale e svago personale. In conclusione quindi, è evidente come bastino poche persone con una reale con voglia di cambiamento del proprio stile di vita per ottenere dei grandi vantaggi, autoproducendo quanto più possibile ed essendo solidali nell'acquisto di quei prodotti che invece non possono essere fatti in casa, in una sola parola: GAAS.


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