Consumo consapevole

La conoscenza è il primo passo verso un mondo giusto e solidale

Sappiamo cosa c'è veramente dietro ai prodotti che acquistiamo? Cibo, prodotti per l'igiene, detersivi, vestiti, scarpe, gioielli, farmaci... Nel tempo tramite canali di comunicazione alternativi si è venuti a conoscenza delle azioni criminali o discutibili che moltissime multinazionali e aziende mettono in pratica, in particolare nei paesi economicamente più poveri. Sfruttamento del lavoro minorile, lavoratori sottopagati ed esposti all'uso di pesticidi con gravi danni alla salute, devastazione ambientale in termini di inquinamento e taglio delle foreste, allevamenti intensivi di animali fatti crescere nella metà del tempo e trattati con antibiotici, sperimentazione sugli animali da far rabbrividire, azioni che causano malnutrizione nei paesi più poveri con conseguente morte di milioni di bambini l'anno... TUTTO QUESTO IN NOME DEL PROFITTO E DELL'AVIDITA'.

Di certo non ci aspettiamo che queste pratiche appaiano in bella evidenza sulle etichette dei prodotti a fianco degli slogan commerciali. Tutto è sapientemente insabbiato e censurato dagli stati "civilizzati" e dai media che ricevono soldi dalle pubblicità. E così torniamo nelle nostre case con la nostra busta della spesa piena di non sappiamo cosa, o con le nuove scarpe, tranquilli che le leggi, il buon senso e i venditori stessi garantiscano qualità e salute per produttori e consumatori.

E la risposta è scontata, perchè ovviamente così non è. La logica del profitto è spietata, le persone sono soltanto numeri in formule economiche e ciò che interessa unicamente è massimizzare il profitto. Per fortuna non tutti i produttori sono così e molti tengono invece in alta considerazione l'etica della propria produzione. La responsabilità quindi ricade anche su noi consumatori, che con le nostre scelte supportiamo o limitiamo certe azioni antietiche e spesso criminali. E' quindi assolutamente importante e doveroso imparare ad informarsi tramite canali alternativi come la rete, facendo certamente attenzione a verificare sempre l'affidabilità delle fonti, ma in modo seriamente critico verso quelle multinazionali dal volto ormai non più umano e coperto di tante piacevoli maschere. Facciamo ricerche su internet delle marche che compriamo abitualmente, oppure aiutiamoci con lavori autorevoli come "La Guida al Consumo Critico".

Se pensiamo che debbano essere gli altri, aziende, istituzioni, governi, a vigilare e cambiare le cose, sbagliamo di grosso. Come sempre, siamo noi a doverci impegnare in prima persona e diffondere il cambiamento e la coscienza. Alla fine per noi non è neanche un grande sacrificio, basta scegliere diversamente, USIAMOLO QUESTO POTERE!


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