Carne e allevamenti

Gli allevamenti animali sono la seconda causa dell'effetto serra mondiale

IMPATTO AMBIENTALE

Ebbene si, sembra difficile anche pensarlo eppure ben il 24% (circa un quarto) del territorio mondiale è occupato da allevamenti bovini, circa 1,3 miliardi di individui che consumano 1/3 della produzione mondiale di cereali. La seconda causa mondiale dell'effetto serra, addirittura più incidente dei trasporti che invece sono la terza causa. La prima invece è data dal settore delle costruzioni, cioè case e uffici.

Gli animali erbivori usano l'energia contenuta nell'erba e nei cereali per crescere, sviluppare muscoli, grasso e per il metabolismo. Quando un animale carnivoro mangia un erbivoro non riesce ad ottenere tutta l'energia che era contenuta in quei vegetali, ma solo una piccola parte (cioè quella che l'erbivoro ha immagazzinato nei suoi tessuti). Questa parte di solito non supera il 10%. Ciò significa che per ottenere la stessa energia di 1 Kg di carne occorrono circa 10 Kg di vegetali di cui il 90% dell'energia viene persa sotto forma di CO2 (biossido di carbonio), con conseguente incremento dell'effetto serra. Principalmente il mangime usato per gli allevamenti è dato da mais, soia e orzo, cioè alimenti usabili direttamente nell'alimentazione umana e che potrebbero essere sicuramente impiegati in modo più efficiente. Il consumo di carne quindi implica colture di cereali che impattano fortemente in modo negativo non solo sulle emissioni di CO2 ma anche nello sfruttamento intensivo del terreno (fertilizzanti chimici, OGM e antiparassitari per aumentare la resa) e nella deforestazione selvaggia per aumentare le aree coltivabili che si rendono necessarie per il crescente consumo di carne nei paesi più "benestanti" (in particolare nelle catene fast food). E non a caso la parola "benestanti" è riportata tra virgolette. Il consumo eccessivo di carne che è oggi pratica comune nelle diete dei paesi occidentali non giova certo alla nostra salute. L'eccesso di proteine e grassi produce sovrappeso e problemi cardiovascolari noti anche molto gravi.

Per questi motivi il consumo di carne andrebbe drasticamente ridotto e sostituito magari con proteine ugualmente nobili ma vegetali quali i legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli, soia...), certamente più salutari e con un impatto ambientale enormemente inferiore. Inoltre i legumi possono essere coltivati praticamente ovunque nel mondo e la conseguenza è un impatto ambientale ancora minore dato dal consumo di prodotti locali (vedi Stagionalità e provenienza).

GLI ALLEVAMENTI

In questo contesto è fondamentale trattare inoltre le condizioni di allevamento disumane che spesso vengono adottate da aziende e multinazionali senza scrupoli. Migliaia di animali (bovini, ovini, suini) ammassati e alimentati forzatamente per dimezzarne i tempi di crescita, tanto che spesso non riescono neanche più a sorreggersi con le proprie gambe a causa dei muscoli ancora poco sviluppati. Addirittura viene impedito loro di muoversi per non dissipare calorie e quindi "sprecare" peso. Negli allevamenti di polli e galline viene usata ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione, in queste condizioni gli animali impazziscono letteralmente diventando cannibali, motivo per cui ai pulcini viene tagliato il becco subito dopo la nascita. Bombardati costantemente di antibiotici per prevenire altrimenti le inevitabili epidemie date da queste condizioni di allevamento. L'uso costante di mangimi animali o di mais assoluto ma soprattutto di antibiotici causa la mutazione di batteri che diventano resistenti e molto più letali sia per gli animali che per l'uomo. Tutto questo per aumentare la resa e rendere competitiva la carne sul mercato aumentando così i profitti, unica cosa che veramente interessa a queste multinazionali dell'orrore.

In questo contesto quindi è importantissimo saper scegliere come e cosa mangiare, diminuendo magari il consumo di carne e preferendo quelle aziende che decidono di adottare pratiche naturali di allevamento, o ancora meglio rivolgendosi ad un gruppo di acquisto solidale nella propria zona o direttamente ad un produttore locale.

CARNE E TUMORI

Nel mese di agosto del 2009 la rivista American Journal of Clinical Nutrition ha pubblicato alcune conclusioni del progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), un grande studio epidemiologico a cui ha contribuito anche AIRC. È la più vasta indagine svolta su una popolazione, per conoscere le relazioni tra dieta e salute. Lo studio ha coinvolto 520.000 persone provenienti da 10 Paesi europei (Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito).

Lo scopo dello studio EPIC è quello di investigare i rapporti tra dieta, fattori ambientali e stili di vita, con l'incidenza di cancro e di altre malattie croniche.
In particolare un'analisi recente ha mostrato che non c'è una relazione diretta tra quantità di carne, uova o latticini consumati e rischio di sviluppare un cancro del seno, mentre esiste con altri tipi di tumore, come quello del colon (soprattutto in relazione alla carne). I dati si riferiscono a oltre 320.000 donne di diversi Paesi europei. La carne lavorata (insaccati, carne in scatola) invece sembra accrescere il rischio delle donne di ammalarsi di carcinoma mammario.

Lo studio prosegue poi su un campione con alimentazione vegetariana. I vegetariani vedrebbero ridursi del 12 per cento il rischio di ammalarsi di tumore in generale, ma nel caso delle leucemie, del cancro dello stomaco e della vescica si notano riduzioni che arrivano addirittura al 45 per cento. Il notevole numero di soggetti esaminati (oltre 60.000) dà notevole peso ai dati ottenuti.

Fonti:

Enea, rapporto energia e ambiente 2005

AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro)


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