Agricoltura Biologica

Un passo verso la sostenibilità e l'integrazione dell'uomo

L'agricoltura biologica è un metodo di produzione sostenibile sia in termini di salvaguardia ambientale, sia per lo sviluppo sociale ed economico. In agricoltura biologica non si fa uso di fertilizzanti e di pesticidi, con consegunte diminuizione dell'inquinameno delle falde acquifere, nè di OGM (Organismi Geneticamente Modificati). Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate.

- La rotazione delle colture evita da una lato ai parassiti di trovare l'ambiente favorevole al loro proliferare, e dall'altro di utilizzare in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno;
- La piantumazione di siepi ed alberi, che ricreano il paesaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni;
- La consociazione consiste nel coltivare contemporaneamente piante diverse, l'una sgradita ai parassiti dell'altra.

In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame ed altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, ossia si incorporano nel terreno piante appositamente seminate, come trifoglio o senape.

In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per difendere le coltivazioni dalle crittogame.

Qualora fosse necessario intervenire per la difesa delle coltivazioni da parassiti e altre avversità, l'agricoltore può fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale espressamente autorizzate e dettagliate dal Regolamento europeo.

Requisiti europei del biologico


I prodotti alimentari per essere etichettati e venduti come biologici devono contenere almeno il 95% di ingredienti certificati bio. La percentuale si riferisce al totale degli ingredienti di origine agricola ed esclude acqua, sale, additivi ed altri ingredienti non agricoli ammessi.

Si possono utilizzare ingredienti convenzionali solo se rientrano tra quelli previsti in una apposita lista dal Regolamento CE 889/08, e se i corrispondenti ingredienti bio non sono disponibili in quantità sufficiente sul mercato comunitario (es. fruttosio, olio di girasole, organismi acquatici diversi dai prodotti dell'acquacoltura ecc.). Ai prodotti che vantano una percentuale bio superiore al 95% è concessa l'applicazione di un apposito logo ed etichetta UE. Il logo rotondo è stato usato fino al 2010 ma in qualche caso lo troviamo in circolazione ancora oggi. Il secondo logo (quello quadrato) invece è entrato in vigore a partire dal 2010 ed è ormai obbligatorio. Sono ammessi, inoltre, solo additivi, eccipienti e coadiuvanti tecnologici ritenuti innocui dalla commissione UE (es. acido citrico, acido ascorbico, farina di semi di carrube, ecc.), indicati in liste apposite. Tra gli aromi è ammesso esclusivamente l'impiego di sostanze o preparazioni aromatiche naturali. E' vietato l'impiego di coloranti di sintesi, additivi non blandi e, comunque, qualsiasi ingrediente (anche proveniente da agricoltura convenzionale) ottenuto o derivato da OGM. Quando il tenore degli ingredienti bio è inferiore al 95% non è possibile riportare il termine "biologico" nello stesso campo visivo della denominazione del prodotto, ma solo in corrispondenza della lista degli ingredienti, riportando in etichetta la percentuale esatta di ingredienti certificati e precisando la loro tipologia nella lista degli ingredienti (normalmente viene utilizzato un segnale di richiamo in prossimità degli ingredienti certificati).

Gli impianti di trasformazione, magazzinaggio e condizionamento devono garantire che la lavorazione dei prodotti da agricoltura biologica avvenga separatamente da quelli convenzionali, e permettere la chiara identificazione e rintracciabilità delle materie prime e del prodotto finito.

L'agricoltura biologica è un'alternativa sana che non solo salvagardia l'ambiente ma anche la salute del consumtore e del produttore. Inoltre contribuisce allo sviluppo economico di quelle aziende agricole, spesso familiari, che non riescono a competere con la grande distribuzione. Spesso si dice che i prodotti biologici siano più cari di quelli da agricoltura convenzionale, questo è parzialmente vero a causa delle maggiori spese. Uno strumento che abbiamo noi consumatori per ovviare a questo problema è quella di aderire ai GAS, gruppi di acquisto collettivo che puntano tra le altre cose anche al risparmio economico, oppure trovare in zona aziende agricole di fiducia, evitando di comprare prodotti "bio" nelle grandi catene di distribuzione, anche perchè spesso i prodotti con etichetta "bio" di biologico non hanno proprio nulla. Per questo oltre a fare attenzione alle varie certificazioni che potete trovare in giro (ICEA, BIOAGRICERT), il consiglio è sempre quello di arrivare ad autoprodursi per quanto possibile frutta ed ortaggi magari tramite orti condivisi che offrono certamente molti vantaggi, tra i quali la sicurezza di un'agricoltura sana al di là delle certificazioni, e possono trovare vita anche all'interno delle città.

Fonti:

Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica
Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale


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