OGM

Organismi Geneticamente Modificati. Perché?

Un organismo geneticamente modificato (OGM) è un organismo vivente che possiede un patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica, che consentono l'aggiunta, l'eliminazione o la modifica di elementi genici. Iniziata negli anni '70, l'ingegneria genetica ha percorso passi da gigante nel giro di 30 anni. ed è stata applicata sia ad animali che a piante per renderli più produttivi o resistenti ad agenti patogeni. I fautori di tale tecnologia sostengono che sia necessaria, non solo per avere prodotti di miglior qualità, meno deperibili e più resistenti, ma anche per risolvere i problemi della fame nel mondo ed usare meno pesticidi ed antibiotici. Appurato che il problema della fame nel mondo è di carattere puramente politico-economico, il discorso sugli OGM è molto complesso. Di certo la soluzione proposta ha un impatto enorme (introduzione in natura di specie inesistenti), che potrebbe cambiare il nostro mondo in modi inaspettati, con conseguenze devastanti sulla nostra salute. E' possibile che ci siano altri motivi per cui gli OGM vengono tanto spinti e supportati da interi governi tanto da emanare leggi apposite a favore (ad esempio gli Stati Uniti)? Creare mucche geneticamente modificate per produrre latte con più caseina (maggior produzione di formaggio), creare animali che producano antibiotici per resistere meglio alle malattie, o frutta in grado di resistere meglio al normale deperimento dei lunghi viaggi intercontinentali dettati dalla globalizzazione, è un qualcosa che è mirato solo all'aumento della produttività, ovvero a meri interessi, non di certo al nostro benessere e a quello del pianeta su cui viviamo. La nostra generazione vede aumentare continuamente il numero di allergie ed intolleranze, e di casi eclatanti tra gli OGM ce ne sono stati, come la soia OGM della Pioneer. Anche la resistenza agli antibiotici è sempre maggiore a causa delle mutazioni dei batteri, tra i vari prodotti OGM il mais BT 10 della Novartis ha destato molto scalpore. E allora, perché mai, se il rischio è così alto, si continua a permetterne la diffusione?

La nuova frontiera degli OGM è (non a caso) nell'agricoltura. Ad oggi le specie OGM più diffuse sono mais, soia, cotone e colza. Questi vegetali vengono resi resistenti ad erbicidi con l'introduzione di geni di altre piante (ad esempio la tecnologia Roundup Ready della Monsanto), oppure resistenti agli attacchi di parassiti introducendo il gene di un batterio che rende le piante in grado di produrre "naturalmente" un insetticida che uccide gli insetti dannosi (ad esempio il Mais Mon 810). Le multinazionali che realizzano e commercializzano tali organismi sono le stesse che producono gli erbicidi in questione. Le sementi OGM sono inoltre tutte brevettate, e chiunque le usi non può riprodurle per proprio conto in quanto verrebbe accusato di possesso di sementi brevettate, è quindi obbligato a ricomprarle ogni anno. Inoltre, tali coltivazioni rendono OGM anche le coltivazioni convenzionali, in quanto il polline si diffonde con il vento e rende OGM anche i futuri semi delle piante vicine. Il polline del mais ad esempio è in grado di impollinare per diversi chilometri, rischiando così di convertire l'intero mais del futuro, dalle centinaia di varietà esistenti in natura, ad un'unica varietà di mais OGM, perdendo così definitivamente la ricca biodiversità che dà vita al nostro pianeta. L'ultima frontiera di tali multinazionali è quella di produrre OGM sterili, ovvero che producono frutti che non possono rinascere l'anno dopo. E' chiara la politica che stanno attuando, chi controlla i semi controlla l'intera alimentazione a livello globale. Tutto questo senza considerare che è impossibile determinare gli effetti a lungo termine sulla nostra salute.

Noi, come sempre, possiamo contrastare questo meccanismo scegliendo accuratamente ciò che compriamo, rifornendoci ad esempio da produttori locali o tramite gruppi d'acquisto solidale, oppure verificando al supermercato le etichette. L'Italia, è per il momento un paese in cui non ci sono coltivazioni OGM (tranne alcuni casi), ma questo non vuol dire che sia un paese OGM free. Infatti i mangimi usati negli allevamenti italiani sono realizzati a partire da mais e soia OGM importati da Stati Uniti, Canada e America Latina (fonte wikipedia). L'unica garanzia della non presenza assoluta di OGM è data dal settore biologico, o da produttori che usino comunque mangimi biologici.

Per approfondire tale tema si consiglia il documentario (doppiato anche in italiano): Il mondo secondo Monsanto.


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